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Napoli-Benfica: Top & Flop. Hamsik, la carica dei 101. Sul 4-0 così no!

TOP

Hamsik – Storpiando volutamente un vecchio detto: ha fatto 100, fa anche 101! Il capitano azzurro con Sarri è salito di livello: se l’anno scorso ha risalito la china, smentendo chi lo dava per finito, quest’anno in mezzo al campo giganteggia in ogni zona. Contro il Benfica, a parte il cartellino marcato per la centounesima volta in maglia azzurra, ha sfoderato una prestazione da leader, da capitano, da esempio per tutti.

Reina – Finalmente sta tornando ai suoi livelli. Una piccola disattenzione su cross dalla destra, in avvio di gara, poteva costare cara, poi una paratona a due mani da botta ravvicinata di Mitroglu e la solita autorità nella gestione della difesa. Le vittorie e i punti pesanti passano anche dalla propria porta: Pepe c’è!

M&M – Si può inziare a pensare (senza dirlo) che questa squadra senza Higuaìn sia migliorata? Al di là dei pareri personali, un fatto è palese: l’attacco azzurro ha triplicato le sue forze. E’ come se l’addio del Pipita abbia stappato la bottiglia che conteneva tutte le bollicine di chi gli giocava intorno. Callejon sta tornando goleador, anche se contro il Benfica ha “solo” procurato il rigore del momentaneo 3-0, ma ciò che balza agli occhi è l’intesa trovata immediatamente da Mertens e Milik. I due sono amici, complici, complementari, in campo giocano l’uno per l’altro, sono come i due simpatici cioccolatini dello spot. Sta al tifoso scegliere quale sia quello giallo e quale il rosso.

FLOP

La concentrazione – Meno male che i due gol sono arrivati sul 4-0, e meno male che sono arrivati nella fase a gironi. La soddisfazione per la vittoria e per la prestazione c’è, ci mancherebbe, ma ha ragione Sarri quando dice che se fosse un ottavo di finale, oggi si parlerebbe più di rammarico che di trionfo. Se c’è un aspetto in cui questa scatola di tritolo chiamata Napoli deve migliorare è la mentalità in certe fasi della partita, specie in quelle dove il risultato è al sicuro.

Jorginho – Uno dei due capri espiatori del discorso mentale è l’italo brasiliano. Quel passaggio all’indietro che favorisce l’inserimento di Guedes non si fa, almeno non in quel modo. Per fortuna l’ex Verona ha compensato ampiamente l’errore con una prestazione degna della sua fama.

Koulibaly / Ghoulam – Altra sottolineatura all’indirizzo di singoli elementi. Il cross di Andrè Almeida era sì tagliato, ma partiva da lontano. Quel pallone non doveva nemmeno arrivare a Salvio: il senegalese avrebbe dovuto anticipare il movimento dell’attaccante argentino, mentre l’algerino (in diagonale) avrebbe dovuto coprire il movimento del suo compagno di reparto. Poco male, per fortuna.

About author

Paolo Esposito è laureato in Economia Aziendale. Per lavoro si occupa di tax auditing con particolare attenzione al transfer pricing, al financial accounting e alle business restructuring. Tuttavia crede che di calcio sia meglio parlare in napoletano.
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