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Partenopeismi

Strootman, cittadinanza italiana!

Nel nostro Paese nulla può essere normale, naturale, spontaneo. Quando accade qualcosa di strano, al di fuori delle righe, scatta immediatamente il pensiero dietrologico. Ed è successo anche stavolta. In campo sono scesi tutti: ovviamente i calciatori, i simulatori, ma anche il calcio scommesse e gli arbitri comprati a buon prezzo.

Conseguenza? Risultati strani, inaspettati, impronosticabili.

Per il Napoli sembrava dura, durissima riacciuffare un secondo posto lontano cinque punti a cinque giornate dalla fine del torneo, con una Roma pronta a sbranare una Lazio già sazia ed un’Inter decisa a riscattare la pessima figura di Firenze.

E invece il pranzo romano ha regalato agli azzurri più di una speranza: Roma in bambola, Strootman a fare i tuffi al mare in compagnia di Orsato accecato da un sole estivo e il Napoli a gustarsi ad ora di pranzo la frittata confezionata dagli undici di Spalletti.

Caro Strootman, le vogliamo dedicare qualche minuto del nostro tempo: ciò che lei ha fatto oggi in occasione del rigore fantasma è davvero ignobile, è il marchio tangibile di una imbarazzante assenza di cultura sportiva. E’ la conferma assoluta del fatto che lei nel campionato del Bel Paese si è inserito davvero alla grande.

Ci potrebbe rispondere che ha agito così perchè vittima della trance agonistica. Bene, la accetteremmo come risposta ma andrebbe seguita dall’ammissione di una colpa grave e da un’ auto-squalifica fine a fine campionato. Lei è disposto a farlo?

Non si senta in imbarazzo, ritiriamo una domanda che rischia di diventare stupida per quanto scontata sia la risposta. Mettiamola così: meno male la Roma abbia perso e non soltanto per il Napoli.

Cosa si sarebbe scatenato se a vincere fosse stata la Roma grazie all’ennesimo (altro che Juventus) rigore letteralmente inventato dal rinomato arbitro veneto?

Ma allora il Calcio è ancora credibile?

E che ne sappiamo noi? Sappiamo solo che un campionato che sembrava finito per il Napoli si è riaperto in un batter d’occhio e allora ce lo vogliamo godere fino in fondo!

Poi ci si siede comodi a gustarsi gli altri incontri che offre lo spezzatino domenicale e tornano ad addensarsi nubi minacciose seppur fuori dalla finestra si continui a vedere un sole splendido!

La Fiorentina perde a Palermo in maniera ignobile (Paulo Sousa dichiara di aver visto la peggior Fiorentina della stagione), il Genoa si suicida in casa contro un Chievo già salvo (Juric incredulo: “Non me lo spiego”), l’Empoli che aveva accelerato e messo una seria ipoteca sulla salvezza crolla nuovamente in casa.

Ma è davvero tutto normale?

Sapete quando uno accanto ha una moglie bellissima, ottima madre, cuoca, donna di casa, compagna di viaggio e poi all’improvviso vi sorge nella testa un atroce dubbio: “ma se ha un altro? Bene, di seguito a tutte queste stranezze, ci siamo sentiti così.

Ah, dimenticavamo il fattaccio più assurdo, quello più clamoroso, quello più inaccettabile, quello avvenuto sul campo del Torino ieri sera nell’anticipo di campionato Torino-Sampdoria:

Leonardo Bonucci ha avuto il barbaro coraggio di presentarsi allo stadio di Torino con il figlioletto in braccio che al collo indossava la sciarpa del Torino. Avete capito bene, quella del Torino, quella degli acerrimi nemici dei bianconeri juventini, non colorati, zebrati, chiamateli come vi pare. Uno scempio. Ma come si è permesso questo bambino? E come ha fatto il padre a consentirglielo?

Forse Bonucci ha semplicemente dimenticato di essere in Italia. E ha fatto bene.

 

About author

Guido Gaglione è docente di arte e immagine, operatore di ripresa e giornalista pubblicista dal 2015.
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