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Una smorfia poliedrica

Una smorfia poliedrica

3 minuti

Uno sguardo all’orizzonte verso il buio cavernoso della tribuna autorità, la mano posta sulla fronte come quella di un capitano coraggioso in cerca di vendetta. Gonzalo Higuian ha ancora una volta graffiato il cuore dei napoletani con una zampata felina sanguinosa.

La Juventus ha sbancato il San Paolo. Poche chiacchiere, lo ha meritato. E’ scesa in campo col piglio della grande squadra: serena, tranquilla, consapevole, rodata dalla camaleontica gestione di Massimiliano Allegri, diametralmente opposta ai rigidi (e forse stressanti) tatticismi sarriani.

E il Napoli? Non è stato il solito Napoli, ma è da un po’ di tempo che il ciuccio emana segnali che vanno in questa direzione. Nelle ultime gare avevamo notato una evidente diminuzione della dirompenza della propria manovra di gioco, ma l’avevamo attribuita ad una migliore (e migliorata) gestione delle energie.

Insomma, sia con il Milan che con lo Shakhtar Donetsk (per citare le ultime due apparizioni casalinghe), il Napoli aveva dato l’impressione di “passeggiare” e poi affondare i colpi quando è stato necessario.

Ci siamo sbagliati.

Ieri a palcoscenico aperto lo spettacolo è stato diverso: le idee ci sono state, l’intento anche, la voglia non è stata mai in discussione. A mancare è stata la forza. Quella mentale. Avremmo in effetti pensato ed ipotizzato anche un calo di quella fisica, ma ci sono gli scrupolosi test atletici dello staff di Sarri a smentirci clamorosamente.

E allora il cerchio si stringe inesorabilmente attorno alle cause di questa flessione: alcuni uomini sono mentalmente stanchi. Per la prima volta è stato lo stesso mister toscano ad indicare nei tre davanti coloro i quali non sono più brillanti come qualche settimana fa.

“Stanno giocando troppo e non abbiamo alternative valide”

Ha dichiarato Maurizio Sarri.

Questo lo avevamo dedotto con disinvoltura anche durante i suoi silenzi o le sue smentite. Insistere con tredici, massimo quattordici uomini e ignorare tutti gli altri in rosa (se non per brevi spezzoni), vuol dire proprio non ritenere gli altri all’altezza di coloro che lui puntualmente manda in campo. I vari Giaccherini, Ounas, per citare i congeniali ai ruoli, ma anche i vari Zielinshki e Rog per coinvolgere qualche adattato al ruolo, non sono ritenute alternative di pari livello.

Alla smorfia di Gonzalo Higuian replica quindi la nostra, interdetta, perplessa, criticona e anche capace di porre domande a mister Sarri:

“se il mancato utilizzo degli altri uomini in rosa sovraccarica i titolari privandoli di quella brillantezza ed esplosività che li caratterizzano nei momenti di massimo splendore psico-fisico forse sarebbe il caso di “rischiare” l’utilizzo di coloro che lei ritiene meno all’altezza almeno con le squadre ritenute “piccole in modo da preservare l’efficienza mentale di chi riposa?”

In queste prime giornate di campionato il tecnico toscano ci ha risposto seccamente: no.

Non ci resta dunque che dedicarci ad un’altra smorfia per risolvere eventuali altri guai derivanti da una rosa ampia ma considerata disomogenea nella qualità:

giochiamoci le restanti vittorie del Napoli al lotto sperando di sognare gli azzurri nuovamente vincenti.

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Guido Gaglione
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