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Partenopeismi

Ciao, mi chiamo Allan e blindo difese

Sono passati quasi 15 mesi dal nostro primo articolo su Allan. Il Napoli aveva subito 14 reti in 13 partite in Serie A (si aggiungano le 7 reti subite nelle prime 3 partite di Champions). Una in più rispetto alle 21 giornate di questa stagione.
Ci siamo ritornati a fine marzo dopo le reti prese dal Real al San Paolo e le 2 al Castellani di Empoli. In entrambe le occasioni facemmo notare come la maggior fragilità difensiva del Napoli rispetto al primo anno di Sarri portasse (anche) la firma dello scarso rendimento di Allan. In particolare, rilevammo che la maggiore vulnerabilità di quel Napoli rispetto alla prima stagione targata Sarri, andasse di pari passo con lo scadimento delle performance difensive del brasiliano. Con riferimento anche all’impatto sul rendimento e sugli errori dei quattro difensori.
Oggi il Napoli ha la miglior difesa del campionato e, almeno per ora, non ha più la hazzata incorporata (cit. Sarri). Per noi, in questo evidente miglioramento difensivo, c’è tanto di Allan.

Che il brasiliano volante quest’anno viaggi ad altissimi livelli è sotto gli occhi di tutti, ma sono i numeri a dirci quanto sia addirittura imprescindibile per questo Napoli. Anzitutto, nell’uno contro uno è tornato ai livelli della prima stagione azzurra (quelli dell’attuale Nainggolan, per capirci). Dopo di che,

Con Allan dal primo minuto: 16 partite – 7 gol subiti (media: 0,43 reti subite per match)
Senza Allan dal primo minuto: 5 partite – 6 gol subiti (media: 1,2 reti subite per match)

A voler rendere più profonda l’analisi, va aggiunto che delle 5 partite che non hanno visto partire Allan dal primo minuto, tre sono state con Verona, Spal e Genoa. Formazioni non di primissimo ordine, con attacchi tra i peggiori della massima serie. Il Napoli ha incassato 5 gol in quei soli 3 match. Gli azzurri sono usciti da Coppa Italia e Champions, come sappiamo. Nel primo caso contro l’Atalanta, nel secondo contro lo Shakhtar Donetsk. Partite in cui il Napoli non presentava Allan dal primo minuto.
Nel computo delle reti subite con la mezzala carioca dall’inizio invece, va considerato che tra queste ci sono i quattro big-match contro le prime della classe: due soli gol subiti tra i match casalinghi con Inter e Juventus e le due trasferte romane. Due reti, peraltro, ad opera del primo e del secondo attacco del campionato (Lazio e Juventus).

Ricapitolando:
– senza Allan: 5 gol tra Verona, Spal e Genoa.
– con Allan: 2 gol tra Juventus, Lazio, Inter, Roma.

Nelle due stagioni con Sarri, il Napoli ha subito 32 (Sarri 1) e 39 gol (Sarri 2). Rispettivamente per delle medie di 0,86 e 1,06 reti subite a partita.
La media delle reti subite senza Allan (1,2) porta ad una proiezione sulle 38 giornate di circa 45 gol. Una difesa da piazzamento in Europa League.
La stessa media con Allan invece (0,43) genera una proiezione di 16 reti subite nell’arco dell’intero campionato.
Per rendere ancora più chiare le proporzioni, basti pensare che le reti incassate dalla Juventus negli ultimi 6 anni di trionfi italiani sono 20, 24, 23, 24, 20, 27.
Se invece applichiamo alle restanti 17 partite, la media di reti prese dal Napoli con Allan dal primo minuto (0,43), il Napoli prenderebbe altre 7-8 reti. Che, aggiunte alle 13 finora subite, avvicinerebbe a quei 20 che sono l’attuale record difensivo della Juventus negli ultimi 6 anni.

Tutti questi numeri dimostrano come Allan forse sia l’unico calciatore azzurro realmente insostituibile (complice anche l’involuzione, al momento e in termini di copertura, di Rog). Intendiamoci, non il migliore, ma quello senza il quale il Napoli perde di più. Pur arrangiando, Zielinski può tamponare l’assenza di Insigne. E il Napoli è riuscito a reggere anche ai cali (vistosi) di forma di Hamsik, Mertens e Callejon. Dopo i gol di Higuain e la sbornia collettiva a base di calcio-champagne, l’ultimo step era e rimane il perfezionamento della fase difensiva. In tal senso e almeno finora, l’uomo della svolta risponde al nome di Allan.

D’altra parte, i numeri analizzati confermano che si possono anche caccia’ ‘i sord (tipo 40 milioni) per un difensore che sposta gli equilibri, ma se non gli si mette un Allan (o un Busquets o un Fernandinho, per parlare di Guardiola) a coprirlo, si saranno cacciati i soldi inutilmente. Qualcuno se ne ricordi la prossima volta che, vedendo altri spendere a destra e a manca, intende dare l’input alle dita per digitare “Pappo’ caccia ‘i sordi!!!”.

A margine, una bomba di mercato. Occhio, un’ESCLUSIVA! Parrebbe che, in campagna elettorale, Trump avesse trovato l’accordo con l’entourage di Allan. Poi il brasiliano ha scelto di rimanere a Napoli. E allora niente muro tra USA e Messico. Telegrafica la mail di risposta “Sorry Mister President, bat ai ev tu uin nu mumènt nu scudètt”.

 

About author

Fabio Cotone è regista teatrale. Appassionato di scienze umane.
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