La speranza della Napoli con la palla a spicchi

La speranza della Napoli con la palla a spicchi

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Un’estate a dir poco turbolenta con un passaggio di quote societario durato tanto ed un ritardo in fase di allestimento del roster e della preparazione che ha inevitabilmente inciso su tutto: ma oggi il Napoli Basket è una realtà importante nel panorama cestistico meridionale che aspira a ritornare ai fasti di un tempo.

Se tutto ciò è stato possibile, gran parte del merito va ascritto al direttore sportivo Cristian Andrisani: “Il progetto Napoli Basket è appena iniziato – afferma il ds – la società si è strutturata abbastanza bene sfruttando le potenzialità di chi era già presente nella precedente gestione e aumentando lo spessore dirigenziale grazie alla grande esperienza del General Manager Antonio Mirenghi. Di tutto ciò ne sono contenti sia lo staff tecnico che i giocatori, anche perchè abbiamo una proprietà solida che non fa mancare nulla a nessuno e che mette tutti in condizione di fare il proprio lavoro al meglio“.

Ma l’avventura è appena iniziata: “Chiaramente puntiamo a tornare lì dove Napoli merita – prosegue Andrisani – ma è un processo che richiede inevitabilmente del tempo e che procederà gradualmente“.

Del resto ci vuole una grande dose di coraggio e di entusiasmo per imbarcarsi in una avventura del genere in una città che non brilla certo per la presenza di impianti sportivi: “Non a caso siamo stabilmente a Casalnuovo quest’anno visto che il Pala Barbuto è interessato dai lavori per le Universiadi – spiega il direttore sportivo azzurro – chiunque fa sport in questa città è da apprezzare al di là degli errori che si possono commettere. La nostra proprietà con a capo il Presidente Grassi, le famiglie Tavassi ed Amoroso sono intervenute in un momento delicatissimo che poteva lasciare la città di Napoli senza basket e con un enorme sacrificio economico e gestionale si sono spinti in questo atto d’amore. I tifosi dovrebbero esserne riconoscenti nonostante qualche sconfitta di troppo in questo primo scorcio di stagione (5 vittorie e 6 sconfitte finora ndr)”.

Inevitabile non fare un accenno al Napoli calcio: “Siamo stati ospiti della società nella partita contro la Roma con una corposa delegazione di squadra e società al San Paolo. I rapporti tra le società sono ottimi e ci auguriamo che possano ancora migliorare con iniziative e sinergie comuni in futuro. Lo scorso anno del resto abbiamo avuto un rapporto fruttuoso di collaborazione con il Napoli Calcio a 5 e la Rari Nantes Napoli. Ovviamente la società di De Laurentiis fa maggiore traino ma può essere di supporto anche a realtà diverse come la nostra“.

Infine un parallelismo tra campo e panchina paragonando i due organici: “Sia Ancelotti che Lulli sono due persone molto aperte con giocatori, stampa e tifosi – conclude Andrisani – pronte anche a tornare sui loro passi adattandosi anche al contesto ed alle caratteristiche dei giocatori. Tra l’altro, pur non conoscendo bene Ancelotti, mi sembra di poter affermare che sono entrambi due ottimi persone. Per quanto riguarda i giocatori, pur essendo due sport differenti mi sento di paragonare la nostra guardia Molinari ad Allan per la grinta e la “garra” che ci mettono entrambi, così come per carisma capitan Guarino a Marek Hamsik. Facendo una battuta, fortunatamente abbiamo pochi juventini in squadra e tanti di loro hanno eletto gli azzurri a loro seconda squadra e quando possono vanno spesso allo stadio a vedere le partite di Champions League“.

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