Un coito interrotto

Un coito interrotto

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Come al solito, si è letto e sentito di tutto tranne quello che si sarebbe dovuto. Ok, a Milano abbiamo visto un Napoli brutto, sfilacciato e senza mordente ma, al netto di equilibrate e giustissime analisi, ci spiegate quale sarebbe il motivo per cui deve puntualmente partire il gioco al massacro?

Il Napoli è in una posizione scomoda assai, deve vincere e convincere sempre. Si è immersi in un limpidissimo quanto assurdo paradosso: è l’unica squadra in Italia a non potersi concedere una flessione, un passo falso, una mancata vittoria (non abbiamo volutamente detto sconfitta).

E’ l’unica squadra a cui non è concesso sbagliare. Perché?

Bisogna acchiappare la Juve, ok. Ma, può una flebile speranzella gettare puntualmente benzina sul fuoco in questo modo? Forse, la motivazione, è più profonda e risiede in quella voglia inconscia del tifoso azzurro di emergere, primeggiare, guardare gli altri dall’alto verso il basso. Altro paradosso.

Perché questo, il Napoli, lo sta già facendo. La realtà calcistica napoletana ha già donato questa gioia ai tifosi. Qualcuno se n’è accorto?

In pochi. Perché la maggior parte dei tifosi è impegnata a guardare la bacheca scarna, è assillata dalla volontà di vincere titoli, è ossessionata dal pensiero di essere un perdente incallito ed è persuaso dalla volontà di dimostrare il contrario al mondo.

Con la vittoria della Juventus in casa della Lazio e i rallentamenti di Roma e Inter, il Napoli adesso galleggia in un limbo amorfo e poco stimolante. La qualificazione in Champions adesso sembra chiusa ermeticamente in una botte di ferro, ma la notizia passa quasi sotto traccia, ad emergere, sono la mancanza di stimoli, la noia di un paradossale quanto ambito anonimato.

Forse, perdere qualche gara ed essere risucchiati nella bagarre di coloro che lottano per un posto in Champions League renderebbe tutto più frizzante ed interessante. Che ve ne pare? Sarebbe auspicabile come scenario?

Certo che no. E allora facciamo tutti un grande sforzo: non priviamoci del godimento.

Pensiamo che siamo lassù da anni, che perdiamo una gara ogni morte di Papa, che partecipiamo tutti i sacrosanti anni alla competizione più prestigiosa d’Europa.

Credete che questo non significhi primeggiare, godere?

A proposito di goduria, basta catastrofismi alla prima frenata. Se continuate di questo passo ci sarà da preoccuparsi: alla vostra prima defàillance sessuale non si parlerà di casualità, ma di impotenza.

Guido Gaglione
Guido Gaglione

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