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Mentre ero via

Giovedì 11 aprile 2019

Rai Uno, prima serata, trasmette “Mentre ero via” una fiction in sei puntate che narra il vuoto identitario della protagonista.

Sky, canale 252, prima serata, trasmette “Mentre ero via”, una partita di calcio, in due puntate, che racconta il vuoto identitario di una delle protagoniste: il Napoli di Carlo Ancelotti.

Una prestazione indicibile, una gara in cui gli azzurri hanno dimenticato di essere il Napoli.

Fin dai primi minuti abbiamo visto una squadra presa a pugni, incapace di reagire, inerme, privata di ogni capacità reattiva.

Si è discusso in maniera piacevole per una settimana intera della formazione da schierare all’Emirates Stadium, adesso divamperanno rammarichi e rimorsi, ma chi avrebbe potuto mai cambiare l’inerzia della gara? Nessuno. Proprio nessuno.

Siamo preoccupati.

E non solo per quanto visto ieri sera. Il Napoli, da anni, soprattutto lontano dal catino del San Paolo, fallisce tutti gli appuntamenti importanti, palesando un’allarmante disabitudine alla gestione della pressione.

Il Napoli è piccolo nella testa, è inetto. Le qualità tecniche dei calciatori azzurri riescono ad emergere e a concretizzarsi in prestazioni esaltanti solo a determinate condizioni. Allorquando c’è grande pressione ambientale e straordinaria aspettativa, il Napoli delude.

Lo ha palesato durante la gestione Sarri e lo sta confermando in quella Ancelottiana. Lo ha palesato ieri, ma anche a Milano, eliminato dai rossoneri tre mesi or sono dai quarti di finale di Coppa Italia.

A seguito della debacle di Firenze dello scorso anno qualcuno accusò Maurizio Sarri di non avere l’esperienza e l’abitudine ai grandi appuntamenti per inculcare alla squadra una mentalità vincente, adesso cosa si dirà dell’allenatore più titolato al mondo?

Tutti gli indizi ci inducono a pensare non si tratti di un problema di guida tecnica ma di indole.

Ci hanno sconcertato le espressioni dei calciatori nei primi quarantacinque minuti: sbigottiti, passivi, bizantini.

Non un volto incazzato, non un’espressione di rabbia, non un incitamento al compagno in difficoltà. Passività, resa, gli unici vocaboli idonei.

Alla protagonista della fiction in onda su Rai Uno siamo certi tornerà la memoria per un finale scoppiettante.

Non possiamo augurarci che, per il Napoli, ci sia lo stesso, sorprendente, epilogo.

About author

Guido Gaglione è docente di arte e immagine, operatore di ripresa e giornalista pubblicista dal 2015.
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