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Allegri dice addio alla Juve e rovina il Napoli

Il Napoli ai nastri di partenza della prossima stagione partirà favorito.

E’ questa la sentenza mediatica che circola a seguito della rottura tra il tecnico livornese e i bianconeri.

Una delibera che per gli azzurri è diventata una spada di Damocle, un fardello che mette pressione e responsabilizza eccessivamente in vista di una stagione che non è nemmeno ancora cominciata.

Può mai bastare l’abbandono di un tecnico come Allegri – seppur bravo – a catapultare il Napoli sul podio dei favoriti alla vittoria finale?

Certo che no. Il compito dei media sarebbe quello di fare informazione, non quello di spargere illusioni. I successi della Juventus sono firmati Massimiliano Allegri ma non sono di Massimiliano Allegri. La sua, è una firma apposta in calce ad un trattato il cui titolo è: “Come fare impresa col calcio”.

La società torinese è incontrastata ai vertici del campionato italiano perché è ben strutturata, ben organizzata, perché ha un fatturato notevole e calciatori di grande qualità. Un mix di fattori che mandano in campo una macchina perfetta a cui va indirizzato solo il volante. Massimiliano Allegri non ha fatto miracoli, è stato semplicemente bravo a fare questo.

Pensate che senza un buon autista una macchina così potente possa arenarsi?

Sostenere questa assurda teoria e, diffonderla, vuol dire volere il male del Napoli, significa caricarlo di eccessive responsabilità, vuol dire metterlo nelle condizioni mentali di pretendere troppo da se stesso.

Bisogna assolutamente evitare che gli azzurri si portino dietro una  zavorra di questa portata.

La verità è che il Napoli cercherà, attraverso la modalità a cui ci ha abituato, di fare un ulteriore passettino in avanti, scoprendo i “nuovi” Meret, Fabian Ruiz, proverà con tutte le sue forze a ripetersi in termini di risultati sportivi, nella speranza (ripetiamo, speranza), che la Juventus ceda in campionato e che, le altre pretendenti, tecnicamente sempre all’altezza, possano essere risucchiate verso il basso dagli annosi ed irrisolti problemi che le hanno sempre fatte fallire.

Comprendiamo il tentativo di qualcuno di enfatizzare per alimentare l’entusiasmo sopito, ma non crediamo sia una buona idea. La gente si riavvicinerà al Napoli se tornerà a cogliere coerenza tra realtà ed esternazioni.

Dunque, cari lettori de IlPartenopeo.it, il Napoli la prossima stagione non partirà favorito. Partirà con grandi ambizioni ma senza alcuna pretesa. E lo farà dopo aver ceduto qualcuno e aver acquistato qualcun altro.

Un ultimo chiarimento: non saranno tutti Maradona i nuovi arrivi e non saranno tutti Prunier quelli che andranno via.

About author

Guido Gaglione è docente di arte e immagine, operatore di ripresa e giornalista pubblicista dal 2015.
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