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Con due grandi acquisti le possibilità di vincere lo scudetto salgono dal 10% al 15%.

Siete amanti del sogno, soprattutto quello che rasenta l’irrealizzabilita? E allora siete dentro l’articolo sbagliato.

Attorno alla fase finale del mercato azzurro, si è creata un’aspettativa eccessiva, ingiustificata.

Facciamo un giochino, diamo per scontato arrivino l’Icardi, il Lozano o l’James Rodriguez di turno. Cosa cambierebbe?

Il Napoli avrebbe innalzato il tasso tecnico? Decisamente si. Questo sarebbe garanzia di vittoria? Sicuramente no.

La frenesia che genera il grande nome non deve offuscare la vista: il Napoli non partirebbe comunque favorito per la vittoria finale.

Non solo la zebra

La Juventus, regina indiscussa da anni in Italia, fattura più del doppio dei partenopei

ma, forse, non tutti sanno che, a seguire nella classifica dei monte ingaggi, non c’è il Napoli. Milan, Inter e Roma spendono per i loro tesserati più di quanto faccia il Napoli con i suoi.

Sulla carta, dunque, il Napoli ha un potenziale che corrisponde alla quinta forza del campionato.

Ma che legame c’è tra il budget di spesa di una società e i valori che esprime poi il campo?

La portata del piano finanziario di un club identifica il potenziale dei calciatori acquistati. In altre parole, le quattro squadre che precedono il Napoli in questa speciale classifica hanno in rosa atleti che hanno un valore superiore a quelli del Napoli.

Eppure, negli ultimi quattro anni, una sola volta un’antagonista (la Roma) è finita seconda alle spalle della Juventus distanziando di un punto il Napoli, terzo.

Potere dell’organizzazione

Questi dati ci devono indurre a trarre la conclusione secondo la quale il risultato del campo dipende da tanti fattori, non solo quello economico. Hanno un’influenza notevole l’organizzazione societaria, l’amalgama, il valore del tecnico e la sua capacità di far gruppo con i calciatori, un ambiente sereno che sappia sostenere, soprattutto nei momenti difficili, una stampa oggettiva e mai strumentale.

Il Napoli, negli ultimi quattro anni, ha fatto un lavoro eccellente finendo, tranne la volta in cui è arrivato terzo, sempre secondo alle spalle di una Juventus che ha ottenuto dalla stagione 2015-2016 fino alla stagione 2018-2019 la bellezza di 91, 91, 95 e 90 punti.

Rispettivamente, la media di 2,39, 2,39, 2,5 e 2,3 punti a partita. Un risultato impressionante che, nemmeno un mix perfetto di circostanze, è riuscito a prevaricare.

La domanda è secca: un Napoli, con uno dei campioni su elencati in rosa, sarebbe capace di superare una media-punti così alta?

Noi crediamo di no.

La vittoria finale del campionato non dipenderà dunque soltanto dall’arrivo o meno dei campioni su-citati ma soprattutto dalla conferma della media-punti conquistati nelle ultime stagioni e il contestuale crollo di quella juventina che, se non dovesse verificarsi, renderebbe vana qualsiasi speranza di vittoria.

About author

Guido Gaglione è docente di arte e immagine, operatore di ripresa e giornalista pubblicista dal 2015.
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