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Altro che Koulibaly!

Purtroppo è vero: Aurelio De Laurentiis ha disperatamente cercato fino all’ultimo secondo di portare a Napoli Maurito Icardi.

Sino ad oggi abbiamo trattato l’argomento dando spazio ad ipotesi plausibili ed analisi del concreto, lasciando le bombe comodamente riposte in garage, private della loro funzione principale: essere sparate.

Però, un conto è dar valore alle voci, agli spifferi, al gossip del pallone, altro conto è comprendere e analizzare le dichiarazioni dei diretti interessati.

“Abbiamo offerto 60 milioni all’Inter e 12 lordi al calciatore”

Con queste parole, Aurelio De Laurentiis, ha ufficialmente penalizzato il Napoli.

La dichiarazione – lo capiamo senza sforzi – è stata rilasciata per dar valore al proprio operato, per dare uno schiaffo (anche se solo morale) al prototipo di tifoso papponista che gli ha sempre contestato di avere la manina corta.

Adesso, magari, lo apprezzerà qualcuno in più. Adesso, forse, gli verrà riconosciuto lo sforzo, seppur mai concretizzato.

Noi, però, adesso siamo preoccupati. Crediamo che gli effetti negativi di cui si è contornata questa faccenda, possano essere devastanti.

Innanzitutto pensiamo a Milik. Cosa è stato autorizzato a pensare il povero attaccante polacco da un mese a questa parte? Lo abbiamo immaginato sorridente e fiero allorquando Carlo Ancelotti, più volte, lo ha gratificato e responsabilizzato sostenendo senza indugio che il peso dell’attacco del Napoli sarebbe stato sulle sue spalle.

Poi, i primi calci ad un pallone, i primi stenti, le prime impalpabili prestazioni trentine e tutto si inceppa. Le voci di mercato incalzano, riguardano inizialmente altre zone del campo fino a quando non si piazzano in pianta stabile al centro dell’area di rigore. ADL prova ad appendersi alle arruginite caviglie di Mauro Icardi. Lunghi ed estenuanti giorni ci portano fino al 2 settembre con un nulla di fatto, l’ex interista non arriva. L’antiruggine si chiamerà PSG.

E Milik? Si ferma ai box. Ma i danni maggiori sono nella testa, la stessa che, faticosamente, si è rialzata dopo due tremendi infortuni. Sapere che il Napoli ha con tutte le sue forze provato a sostituirlo deve essere stato terribile.

Mancano appena due giorni a Napoli-Sampdoria, una gara da vincere a tutti i costi con una squadra incerottata e il Liverpool dietro l’angolo a succhiare energie nervose. Ma nessuno ne parla ancora. A tenere banco sono gli spogliatoi del San Paolo, forse incompleti, forse no. Un’espressione dubitativa che non useremo aggettivando le azioni di tutti i protagonisti: la figuraccia è certa, complessiva e mortificante per tutti. Ma che importa? Noi siamo la città del mandolino e Pulcinella, è fantastico parlare di tutto ciò a due giorni da Napoli-Sampdoria. Con un Insigne in meno, un Milik fermo ai box e un Llorente a corto di preparazione.

Complimenti. Operazione depistaggio riuscita. Ma le autoreti passano a due.

About author

Guido Gaglione è docente di arte e immagine, operatore di ripresa e giornalista pubblicista dal 2015.
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