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Quando Adl trasformò il Surrealismo in Realismo

Eccola qua, nuovamente tra noi, tornata più devastante e ammorbante del solito, lei, l’onnipresente, inspiegabile, ineluttabile, impossibile da digerire, sosta per le nazionali.

Quindici lunghi giorni di totale nulla calcistico: niente campionato, niente competizioni europee, niente di niente, nemmeno la partita di calcetto del giovedì sera. Diciamoci la verità, passa pure la voglia a volte di guardare la valorosa nazionale senza macchia e senza paura onorare il tricolore. Ma qua si è più terra terra, molto più pane e salame e ci piace il campionato. Esso ci da tanti di quegli spunti: commenti tecnico-tattici, post partita, pianti, lamenti, accordi struggenti (cit.).
E se allora il campionato non c’è, che si fa? Ci si industria per trovare qualcosa di cui parlare o, all’occorrenza, sparlare.
Toh, in casa Napoli ci sono tanti sempre argomenti di conversazione (e polemica) tra i tifosi.
La presunta involuzione del Napoli dopo l’impresa contro il Liverpool, il presunto smarrimento di Ancelotti e della sua mentalità vincente, il divertimento zero durante le partite degli azzurri, e Milik che non sa segnare, e Lozano che pare Vargas, i rinnovi, Insigne…..le immagini si susseguono vertiginose davanti ai nostri occhi, si sovrappongono, sfocano i margini, si associano senza senso alcuno come nella “Persistenza della memoria” di Dalì….ma fa che stamm pigliann suonn?
Zzzzzzz….
Sshhhhhh…
 Ecco, i rinnovi e Insigne. Due classici intramontabili nel panorama partenopeo. A questo giro ci sono in ballo i rinnovi di due degli storici giocolieri azzurri, Mertens e Callejon. Il primo, 32enne ormai diventato totalmente napoletano, compenetrato appieno nella realtà della città e del popolo che non lo ha mai snobbato ma che, anzi, lo ha adorato, lo adora e lo ha adottato a tutti gli effetti. Generoso e dal gran cuore, giocherellone, na bella capa fresca che piace proprio a tutti. Inutile ribadire quanto in campo sia determinante quanto la sua presenza, dopo sette anni, faccia ancora la differenza.
Il secondo, 32enne pure lui, giocatore tuttofare (se gli metti in mano uno scopettone, ti pulisce pure tutta casa e dopo ti fa il caffè senza sporcare il piano cottura), professionista di un altro pianeta, riservato, schivo, serio, e sempre sul pezzo, pare sia molto corteggiato dalle squadre orientali tipo il Dalian (memento Dalian???). Che farà il Napoli in vista del mese di gennaio del 2020, quando i due vedranno praticamente il loro contratto scaduto???
I tifosi “tifano” per un rinnovo al quadrato, i due sono una vera garanzia in campo ed anche fuori, sono pezzi di muraglia azzurra solidi e resistenti e sebbene debba valere per tutti la regola del tutti sono utili ma nessuno è indispensabile”, sarebbe bello invece citare e prendere in considerazione il grande Totò in
Miseria e nobiltà”, a proposito del cuoco: “Un cuoco in casa fa sempre piacere”. Ecco, un Mertens e un Callejon, a lungo andare, anche in panchina e pronti all’uso, farebbero sempre molto piacere.

Capitolo Insigne: sempre al centro dell’attenzione, troppo spesso oggetto di feroci critiche da parte dei mezzi stampa, social e “tifosi”. Lorenzo è capitano ormai, uno di cui parlare e sparlare un giorno si e l’altro pure, uno da paragonare costantemente al capitano che fu, da paragonare praticamente a tutti, da tirare in ballo per movimentare un giorno noioso. La personificazione del “tu sei buono e ti tirano le pietre, sei cattivo e ti tirano le pietre…”
Ecco, Lorenzo Insigne è visto più o meno così. Lui è capitano e dall’altra parte parecchi tifosi vedono ancora idealmente il capitano come il prode valoroso che rappresenta fiero la sua squadra, che come Peter Parker alias Spiderman sa che da un grande potere deriva una grande responsabilità. Una visione nemmeno troppo surreale nella realtà attuale del calcio nostrano e non.
Chi ci dice che lui, da capitano, forse non appaia in campo come un leader, un trascinatore, un motivatore, ma che lo sia in realtà???
Del resto, l’ultima intervista di qualche giorno fa a Dribbling, oltre a parlare del suo rapporto con mister Ancelotti, ha chiosato in maniera netta: “Per la maglia azzurra mi farei ammazzare”.
Lorè, magari proprio farti ammazzare no, non pretendiamo tanto, ma facci capire che capitano sei davvero.
DRIIIIIIINNNNNNN!
La sveglia, malefica ed implacabile, suona. Stavolta suona sotto le improvvise, tumultuose e terremotiche dichiarazioni di ADL, guarda caso, proprio sui rinnovi e su Insigne… E mo??? Dei nostri sogni che ne sarà?

About author

Maestra di scuola primaria e giornalista pubblicista dal 2017 col pallino del pallone.
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