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Partenopeismi

Killer instinct cercasi

Diciamocelo in premessa: una vittoria sarebbe stata una manna dal cielo per chiudere con ben due turni d’anticipo la pratica qualificazione e non averlo fatto per giunta col vantaggio del fattore campo è una ulteriore pecca di questo inizio stagione del secondo Napoli targato Ancelotti.

KALIDOU, QU’EST -CE QUI SE PASSE?

Eppure le premesse sembravano esserci tutte con un avvio a spron battuto e la solita imprecisione sotto porta degli azzurri, fino alla rottura dell’equilibrio causata da una -per quest’anno va detto puntuale – topica targata ancora una volta Kalidou Koulibaly, che in ritardo sul coreano Hwang causa il fallo da rigore poi realizzato da un Haland che macina record su record. Il senegalese continua il suo periodo no che coincide guarda caso nel periodo di massima popolarità, con la nomination per il Pallone d’Oro in tasca da una decina di giorni: un paradosso se pensiamo al suo stato di forma attuale.

21 MILIONI DI EURO A GOL…

Ci passerete la provocazione, ma Hirving Lozano finora in termini realizzativi è costato la bellezza di 42 miliardi del vecchio conio: fortuna ha voluto che almeno lui la porta l’ha inquadrata, raddrizzando una partita che sembrava stregata tra miracoli del portiere, autogol mancati ed i soliti immancabili pali e traverse (ben 14 da inizio stagione tra Italia ed Europa). Sbloccatosi in casa in campo europeo, il messicano è atteso ora anche all’appuntamento in campionato.

LUPERTO E DI LORENZO, LA CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO

Sono tra le note liete di inizio stagione, di quelle inaspettate ed a maggior ragione ancora più preziosi: entrambi sono stati finora tra i 6 interpreti visti sulla fascia sinistra nelle 15 gare finora disputate dagli azzurri ed ambedue si sono ben disimpegnati da centrali difensivi ed esterni. Cosa non affatto scontata per due debuttanti in Champions League e che fino a due anni fa erano compagni di squadra ad Empoli, divenuta in questi anni una sorta di squadra B degli azzurri visti i tanti ex (Hysaj, Zielinski, Mario Rui e Tonelli tra gli altri) passati all’ombra del Vesuvio.

UN PREOCCUPANTE TOUR DE FORCE CHE BISOGNAVA EVITARE

Il Napoli viene da 4 gare senza vittoria, con l’ultimo sorriso strappato proprio contro il Salisburgo: bissare il successo contro gli austriaci oltre ad aver archiviato matematicamente la pratica qualificazione, avrebbe consentito di potersi concentrare con maggiore precisione alla rincorsa al quarto posto in campionato. E invece, pur essendo ancora padrone del proprio destino grazie al match point finale in casa con il Genk, gli azzurri ora dovranno immediatamente invertire la rotta già contro il Genoa in casa. Poi dopo la sosta per le nazionali una doppia trasferta che suonerà da ennesimo esame per capitan Insigne e compagni: a San Siro contro il Milan, poi quattro giorni ad Anfield contro il Liverpool.

8 GARE PER CHIUDERE IN BELLEZZA

Avesse centrato la vittoria, Ancelotti avrebbe raggiunto un record in Champions per il Napoli che può ancora teoricamente centrare a Liverpool in caso di successo, qualificando per la prima volta con un turno d’anticipo gli azzurri agli ottavi di finale. Tolti i due impegni europei però, Carletto dovrà gioco forza dosare bene le forze e recuperare terreno in campionato. archiviato il sogno scudetto, va immediatamente recuperata e rafforzata la zona Champions per poi vivere un 2020 da protagonisti nelle coppe.

About author

Gianluigi Noviello è laureato in Comunicazione ed è specializzato in Management Olimpico presso la Scuola dello Sport di Coni Servizi. Giornalista pubblicista dal 2007.
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