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I tormenti di Aurelio

Non è uno dei periodi più semplici per Aurelio De Laurentiis da quando ha rilevato il Napoli: alle prese con un campionato sin qui deludente e con uno scontro aperto con gran parte della rosa, il patron azzurro ha anche altri grattacapi a cui dover pensare.

MOSSE E ALLEANZEMesso ai margini sia dal gruppo dei grandi dell’ECA che dagli “anti riformisti” capeggiati da Lotito e Cairo, l’imprenditore cinematografico sembra essere attualmente fuori dalla contesa, proprio nel momento in cui si discute in Lega della ripartizione dei proventi dei diritti Tv per il prossimo triennio. Fattosi forza sempre grazie ai risultati sportivi, un malaugurato flop, con mancato accesso alla prossima Champions League, avrebbe conseguenze ancora più drammatiche visto anche i motivi di cui sopra ed un bilancio che non vede fare progressi alla voce introiti oramai da troppi anni.

L’ENIGMA BARI – Inutile girarci intorno: dall’esito del campionato di Serie C dei galletti, paradossalmente, dipenderà anche parte del futuro del Napoli. Già, perchè la piazza pugliese allo stato attuale presenta una situazione ambientale, sportiva e commerciale indubbiamente più favorevole rispetto a quella partenopea ed una ipotetica promozione in cadetteria dei galletti porrebbe il 70 enne presidente e patron del Napoli di fronte ad una situazione simile a quella in cui si sta trovando quest’anno il suo omologo Claudio Lotito tra Lazio e Salernitana.

STRATEGY EXIT? – Il Napoli ha ufficialmente dichiarato guerra ai suoi dipendenti. Ma quale scenario dobbiamo aspettarci? Cosa c’è scritto nel futuro prossimo del club di Aurelio De Laurentiis? A queste legittime domande non sappiamo dare una risposta.

Una cosa è certa, anzi, due. La prima: in casa-Napoli è esploso un incendio di vaste proporzioni. La seconda: non si è voluto spegnerlo.

Pur trattandosi di un fatto grave – già abbondantemente trattato dal nostro giornale – vogliamo sorvolare sia sulla goccia che ha fatto traboccare il vaso che sulle reali cause scatenanti. L’unica domanda che conta davvero è: che intenzioni ha il Napoli?

La volontà è ormai chiara. A non essere chiaro è il fine. La società azzurra, attraverso vari canali comunicativi, ha seguito una linea comune che ha previsto un attacco diretto e senza veli ai propri dipendenti: l’ammutinamento, le dichiarazioni non autorizzate di Elmas e le recenti esternazioni di Edo De Laurentiis, sono state commentate senza dolcificanti, con una chiara ed inequivocabile volontà di andar giù duro.

Perchè utilizzare questa strategia? Perchè non preoccuparsi delle gravi e difficilmente ricomponibili conseguenze scatenate?

E’ stata pianificata una uscita di scena dalla porta di servizio?

About author

Gianluigi Noviello è laureato in Comunicazione ed è specializzato in Management Olimpico presso la Scuola dello Sport di Coni Servizi. Giornalista pubblicista dal 2007.
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