fbpx
Coach

Bentornato sul pianeta Terra

Maurizio Sarri non è piú l’allenatore della Juventus. Esonerato dall’incarico. Fa un certo effetto questa frase: dura, netta, senza esitazione e, forse, anche senza pietá.

A poche ore dalla disfatta (perché che che se ne dica questo è il sapore che ha l’ennesima eliminazione dal torneo piú prestigioso d’Europa ad opera del Lione), la Juventus ha scaricato l’allenatore che pochi mesi fa ha strappato alla concorrenza.

Quella, non fu una scelta di stile. Prelevare i pezzi da novanta dalle squadre concorrenti è stata per i bianconeri una costante negli ultimi anni (vedi Sarri, Pjanic e Higuain); forse, fu una scelta ambiziosa: Sarri avrebbe dovuto unire spettacolo e vittorie, un connubio mai concretizzatosi in casa bianconera: il piú classico dei crucci irrisolti.

La Juventus stavolta ha fallito. Il comandante l’ha portata fuori rotta, al punto tale da conquistare il nono scudetto per il rotto della cuffia e collezionare l’ennesima eliminazione in Champions League.

La tempestivitá dell’esonero – poi – certifica anche il livello di sopportazione cui si era giunti: Maurizio Sarri era stato scaricato da tempo, a prescindere dall’ennesimo epilogo amaro di ieri sera.

Lo spettacolo ammirato a Napoli a Torino è sempre stato una chimera, ma non solo. A piú di qualcuno Maurizio Sarri è sembrato palesemente indigesto, lo stesso Cristiano Ronaldo, piú volte, non ha esitato a stoccare qualche frecciatina al suo ex allenatore.

Probabilmente è proprio vero che il successo possa dare alla testa e produrre effetti negativi. Probabilmente, relativamente ai recenti insuccessi professionali del tecnico toscano, Napoli ha giocato un ruolo fondamentale. Il trono su cui è salito ai piedi del Vesuvio, spinto dall’esaltazione di una folla impazzita ed estasiata, gli ha fatto perdere la bussola, lo ha fatto sentire onnipotente, infallibile, presuntuoso. Forse, Maurizio Sarri, avrebbe dovuto non dimenticare mai che i successi partenopei sono stati frutto di un cocktail perfetto di cui, lui, è stato solamente un gustoso ingrediente.

Sia a Londra che a Torino lo abbiamo immaginato come il santone che entra nello spogliatoio e propina ricette magiche. L’effetto su calciatori di livello assoluto, come ci si poteva attendere, è stato decisamente lontano parente di quello ottenuto negli spogliatoi del San Paolo.

Siamo dinanzi ad un’ascesa professionale interrotta bruscamente.

Maurizio Sarri ha sicuramente arricchito la sua bacheca (assolutamente vacante fino all’approdo in bianconero) e il suo portafogli ma, adesso, quale sentimento pervaderá il suo animo? Cosa proverá un uomo esonerato in tronco, pur avendo appena conquistato uno scudetto? Difficile comprenderlo. Ma una cosa possiamo ipotizzarla: probabilmente Maurizio Sarri a quest’ora sará un uomo in viaggio, non verso Figline Valdarno ma di ritorno sul pianeta Terra.

About author

Guido Gaglione è docente di arte e immagine, operatore di ripresa e giornalista pubblicista dal 2015.
Related posts
Campo

Molto rumore per nulla?

Campo

La "vendetta" è un piatto da servire freddo

ClubPolitica Calcistica

E se fosse un assist?

Comunicazione

Campanilismo dilagante fu