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Il derby della mutua

Tra defezioni e isolamenti, la spunta De Zerbi. Il suo Sassuolo, pur orfano degli avanti migliori, non sbaglia nulla. Contrariamente agli undici di Gattuso.

Dopo la prima, colossale occasione divorata da Osimhen, i fantasmi di una supponenza endemica hanno cominciato ad aleggiare tra le linee del catino di Fuorigrotta.

Purtroppo, l’epilogo non è stato diverso da ciò che preannunciava l’esordio. Gli emiliani hanno incartato gli azzurri in maniera magistrale, soprattutto nella ripresa dove si è smarrita qualsiasi velleità di pressing.

Razionalmente, non è il caso di abbandonarsi a catastrofismi, con più di trenta partite di campionato da disputare; malgrado ciò è inevitabile riflettere sull’incidenza di scelte sbagliate condensate nei novanta minuti contro i neroverdi. Perché difatti, a parte l’ulteriore conferma dell’utilità di una figura come Bakayoko, in quest’occasione sul taccuino del Napoli è impossibile annotare dati positivi.

Partendo dall’approccio svagato, continuando con errori elementari e scelte tattiche azzardate, la gara si è rivelata una enorme debacle da matita rossa. Se possiamo perdonare l’ingenuità di Osimhen, ancora acerbo sotto il piano della lucidità e dei fondamentali, stesso discorso non può esistere per Mertens: un leader simile, integrato sia nello spogliatoio che nella realtà cittadina, non può adeguarsi alla mediocrità del reparto e, soprattutto, non può permettersi degli errori simili sotto porta. Sulle leggerezze di Di Lorenzo e Lozano a difesa della propria area, è meglio non infierire.

D’altronde, stavolta nemmeno la lettura del mister ha aiutato: l’entrata di Petagna ha visto formarsi un modulo con doppio centravanti, insolito per gli spettatori ma forse anche per gli interpreti, visti gli sterili risultati; su Zielinski si poteva pensare a un inserimento meno tardivo, magari per sfruttare le qualità di tiro dalla distanza, ma non conoscendone lo stato di forma tutto rientra nel mero campo delle ipotesi.

L’ultimo rimpianto, che non è una colpa, è la forzata assenza di Insigne: alla luce dei fatti, è al momento l’unica figura capace di dare certezze in situazioni impantanate. Anche se, nel caso, sarebbe solo riuscito a nascondere problemi che si sono riversati in campo in maniera troppo impetuosa per poter essere arginati da un solo elemento.

Se è vero che dopo le sconfitte si cresce più velocemente, prestazioni del genere dovrebbero essere scongiurate in modo definitivo. Uno scivolone è fisiologico, ma ciò che impensierisce è stata l’assoluta rinuncia a cercare di raddrizzare un pomeriggio storto, da parte di tutti. Per questo, il prossimo incontro sarà già determinante a stabilire la vera forza degli azzurri. Anche perché, in caso di recidività, nemmeno il tifoso più innamorato riuscirebbe a trovare alibi a cui aggrapparsi.

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Aspirante scrittore, ossessionato dal cinema, dal Napoli e dalla lettura. Precario emigrante in virtù dell’affitto da pagare.
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