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Eterni bambini, felici e contenti

Non è possibile difendere in modo quasi ineccepibile per ottanta minuti, non chiudere la gara e rischiare di buttare al vento tre punti preziosi. Quegli ultimi dieci minuti sono stati da incubo, un incubo che non abbiamo ancora digerito e che, forse, non digeriremo mai.

E non lo diciamo solamente per le tre clamorose occasioni sventate grazie alle tre santità: Ospina, fortuna (nostra) e imprecisione (altrui). Una squadra matura una gara come quella di stasera la chiude un secolo prima. Il grande lavoro fatto dalla squadra in fase difensiva non può essere vanificato da una mollezza in fase offensiva che non assegna a questa vittoria contorni più netti e gratificanti.

Gli azzurri l’avrebbero meritati.

La gara non è ancora cominciata ma qualche scossa tellurica si avverte già: Ghoulam e Mario Rui in tribuna hanno il sapore della notizia: punizione? Difficile pensare il contrario visto che in campo ci va un calciatore che sta facendo bene ma è sostanzialmente fuori ruolo e, in panca, in quel ruolo c’è il signor nessuno.

Durante la partita la regia ci ha anche omaggiato con un loro fermoimmagine: non sappiamo se la causa era il freddo o la rabbia per l’esclusione, fatto sta che, fermoimmagine, lo sembrava davvero.

Un’esclusione che avrà fatto bene ai due calciatori, qualsiasi siano i motivi. Trarre conclusioni diverse da questa equivarrebbe a pensare ad un Gattuso masochista, versione, questa, assolutamente inverosimile.

Ma torniamo alla gara. A noi – dicevamo – il Napoli è piaciuto: abbiamo visto una squadra solida, ben disposta in campo, con una linea difensiva unita, coesa con un gigante che è tornato ad esserlo a seguito di una sbandata durata qualche mese. Il suo nome? Kalidou Koulibaly.

A proposito di pelle di colore diverso dal nostro, un certo Bakayoko ci ha davvero impressionato. Un vero baluardo, il pilastro che mancava ad un palazzo instabile. Il francese in campo si sente, si vede ma, soprattutto, è uno dei pochi a mantenere costante il livello di attenzione e sempre alto quello di maturità.

La maturità, appunto. L’ingrediente che è mancato stasera e che, forse, manca a questa squadra in senso assoluto. Ottime le prestazioni di tanti altri azzurri ma le pause vanno evitate, sono pericolose, rischiano di annientare la grande qualità tecnica di questa squadra.

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Guido Gaglione è docente di arte e immagine, operatore di ripresa e giornalista pubblicista dal 2015.
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