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CoachComunicazione

Arcaismo frenetico

Sono stati i nostri nemici più accaniti a dimostrarci quante cazzate diciamo ma noi niente, insistiamo.

Un certo Maurizio Sarri, il maestro, il gladiatore, il genio, l’incontrastato e ineguagliabile conoscitore di alchimie tattiche note solo a se stesso, adesso è a spasso. Si sta godendo il lauto stipendio dei pluri-medagliati d’Italia che l’hanno scaricato in tempi piuttosto brevi per insoddisfazione cronica.

Lo stesso Maurizio Sarri, prima della favolosa parentesi napoletana, aveva fatto bene ma non strabiliato in una piccola e tranquilla piazza di provincia, Empoli. La restante parte di carriera vacilla tra anonimato (nella migliore delle ipotesi) e collezione di esoneri.

Cosa vogliamo dire con questo sarcastico ma veritiero racconto? Vogliamo ribadire ad alta voce che i maghi del calcio non esistono, che altro non sono che una trovata giornalistica di qualcuno.

Gennaro Gattuso non può e non deve essere messo così pesantemente in discussione. Questo, si chiama sciacallaggio.

Metterlo alla gogna adesso è il divertimento di qualcuno che non riesce a vivere se non individua un colpevole. Gattuso – adesso – è diventato il capro espiatorio, è la causa del momento negativo del Napoli.

Sia chiaro, noi non difendiamo il tecnico a prescindere. Errori di lettura di alcune gare li abbiamo riscontrati, sostituzioni magari tardive, anche. Ma voi davvero pensate che queste siano le cause delle battute d’arresto degli azzurri?

Gennaro Gattuso, rinnegando la sua proverbiale schiettezza non priva – evidentemente – di freni inibitori, non lo ha mai detto esplicitamente ma già pensa molto male di qualcuno che per lavoro o per diletto si avventura nel raccontare le faccende del Calcio Napoli:

“Avete rotto per vedere la squadra schierata con il 4-2-3-1 adesso volete di nuovo il 4-3-3?”

Il tecnico azzurro rispondeva alle critiche di qualcuno che, dopo aver chiesto a gran voce il passaggio al 4-2-3-1, a seguito dei primi scricchiolii già auspicava ad un ritorno al 4-3-3.

Per favore, non ci vestiamo di ridicolo o, almeno, cerchiamo di dare un freno a questo processo che, nostro malgrado, è già in corso.

E’ il presupposto da cui si parte che è sbagliato. E’ lo stesso presupposto da cui parte una fetta di tifoseria che ha sempre dato valore all’emblematica e piuttosto indigesta affermazione: “amma vincere”.

I malumori e l’ostinata ricerca di una spiegazione che spieghi e soprattutto cancelli il passo falso dipendono da questa aspettativa: la vittoria. Sempre e comunque.

La verità è facciamo una fatica immane a leggere fatti come fasi e non come catastrofiche e irrimediabili condizioni.

E’ come se per molti tifosi napoletani e parte di stampa non fosse contemplato il momento no, il passaggio a vuoto, la fase di calo. Quando ci si trova in una situazione simile deve obbligatoriamente partire la convulsa caccia al colpevole, anche a costo di mettere (o rimettere) in discussione teorie o fatti già sostenuti dai contestatori stessi in altre fasi storiche.

Insomma, siamo dinanzi ad un paradosso vero e proprio.

Dobbiamo stare tutti un pò più calmi. Questa frenesia non fa bene a nessuno. Questa spasmodica ricerca del colpevole non fa altro che destabilizzare di ha bisogno dell’esatto contrario: calma e certezze.

In molti manca la consapevolezza: le cause di meccanismi che si palesano non più oleati possono essere tante ma, se ci mettiamo pure noi a mantenere con forza il meccanismo e bloccarlo nella sua posizione poco fluida, la ripresa verso una marcia normale sarà ancora più complessa.

About author

Guido Gaglione è docente di arte e immagine, operatore di ripresa e giornalista pubblicista dal 2015.
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