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Campo

Adesso basta

C’era una volta il Napoli.

Adesso, c’è un grande gruppo, unito, affiatato. Una squadra che è tutta col proprio allenatore, che lo difende, anche esplicitamente. Anche ripetutamente.

Commovente.

Ma quale è lo scopo di questo gruppo dalle qualità umane straordinarie?

Non è certamente quello di trascorrere una gioviale e divertente serata dinanzi ad un bel bicchiere di vino.

Questo gruppo sarebbe stato messo su per raggiungere degli obiettivi importanti.

Ai nastri di partenza si è fatta la conta dei soldini spesi e anche chi definiva pappone il nostro caro presidente si è dovuto ricredere.

Una barca di soldi investiti nella campagna acquisti e un’altra barca di soldi non rientrati per colpa del covid che ha sgonfiato i costi.

Vendere i pezzi pregiati avrebbe significato svenderli e così, da bravo imprenditore quale è, De Laurentiis li ha tenuti con sé.

Anzi, li ha messi a disposizione del suo allenatore.

Ebbene, è inaccettabile la parabola discendente palesata da questo fantastico gruppo.

Questa è una squadra che da settimane non tira più in porta, che fa una fatica immane a creare occasioni da rete, che porta palla come facevamo noi sui campetti amatoriali quando un briciolo di condizione fisica ci assisteva ancora. E’ una squadra che in fase difensiva mostra una disattenzione dilettantistica, una fragilità imbarazzante.

Di Gattuso oramai si notano solo le gote rosse e la frustrazione di chi non sa più come invertire la rotta. Dei calciatori meglio non parlarne, sono tutti implosi, tutti incapaci di prendersi responsabilità, tutti incapaci di incidere.

Siamo delusi anche da Hamsik: ci sembra assurda abbia speso belle parole per questo Lobotka.

L’ultima volta che abbiamo visto giocare il Napoli è stato a San Siro nel secondo tempo della gara persa con l’Inter. Era il 16 dicembre.

Non è l’onda emotiva che ci fa dire certe cose. Non è la delusione per l’ennesima sconfitta stagionale.

Il Napoli è diventato oggettivamente imbarazzante, non è più una grande squadra.

Comprendiamo che per la società non è il passaggio del turno di Coppa Italia la priorità, capiamo che poco possa interessare andare a vincere a Granada, è chiaro che quello che conta davvero sono i soldi della qualificazione in Champions ma, di questo passo, l’obiettivo sarà raggiunto?

Gattuso ha detto che in Spagna i suoi ragazzi non erano venuti a fare una passeggiata. Riferitegli che abbiamo nostalgia di chi non andava in giro a pettinare le bambole.

About author

Guido Gaglione è docente di arte e immagine, operatore di ripresa e giornalista pubblicista dal 2015.
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