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Dimaro in peggio

Tutto sommato una bella serata.

Quella di ieri non può non essere che definita così, al netto dei nei che l’hanno contraddistinta.

Lo è stata perché, a differenza degli altri giorni di ritiro, il fine settimana ha donato nuovamente a Dimaro l’affascinante aspetto che ha sempre avuto in passato;

lo è stata perché la gente ha raggiunto e invaso la Val di Sole, perché nonostante sia amareggiata e preoccupata per un mercato ad oggi carente è tornata a mostrare con orgoglio la napoletanità;

lo è stata perché Piazza Madonna della Pace è sembrata perlomeno lontana parente di quelle pregne di entusiasmo degli anni precedenti.

Tornare a vedere tifosi festanti è stata una bella cosa.

Questa simpatica cittadina, seppur sempre ospitale e accogliente, era monca di questa euforia.

Ma è stata anche la serata degli aspetti migliorabili.

Una serata a pan’ e puparuol’.

Se davvero siamo un top club in Italia, se davvero ambiamo ad esserlo in Europa, se davvero si sogna di vincere il tricolore, non ci si può immedesimare in una serata organizzata, gestita e vissuta in questo modo.

Si sta presentando la squadra di un Club di prim’ordine, lo si fa mandandola allo sbaraglio su di un palco dinanzi a centinaia di persone?

Lo si fa senza una mediazione giornalistica?

Lo si fa lasciando i calciatori lì su di un palco come se fossero tanti pulcini imbarazzati e inibiti?

Lo si fa consegnando a Tommaso Starace le chiavi per sprigionare la comicità intrattenente?

Lo si fa nell’assordante assenza dei vertici societari che scarica sul povero Luciano Spalletti la responsabilità di catalizzare e respingere ogni forma animata protesta?

Per l’amor di Dio.

Ci ripetiamo: bello ascoltare musica, veder cantare e ballare i tifosi, tutto ciò ha pure dato un bel calcio nel sedere ad una pandemia che non ci ha fatto vivere per due anni.

Tutto bello. Tutto emozionante. Tutto conciliante.

Ma il livello è basso. Molto basso.

Ma voi vi immaginate su quel palco, in un contesto simile, i calciatori di Juventus, Inter o Milan?

Si parla tanto di salto di qualità tecnico, di grandi campioni e grandi ambizioni. Bene. Allora apriamo gli orizzonti e cerchiamo di far emergere la Napoli che mostra un alto livello professionale, una Napoli che sa organizzare, sa gestire, sa fronteggiare, sa comunicare.

Luciano Spalletti sta tenendo botta in merito al mercato e attende speranzoso che i nuovi acquisti siano di livello assoluto come quelli andati via.

Non parla se non da aziendalista. E lo ha fatto pure ieri sera.

Ma quando ha battibeccato con quel tifoso polemico avrà sicuramente pensato: ma perché con questo qui ci devo parlare io?

About author

Guido Gaglione è docente di arte e immagine, operatore di ripresa e giornalista pubblicista dal 2015.
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